| RAPPORTO NOMISMA: FOCUS SUI GIOVANI CHE GIOCANO | 30/09/2009 |
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E` stato presentato stamani a Roma, presso la sede del Coni, il rapporto 2009 di Nomisma su "Gioco e Giovani", l`osservatorio che studia la relazione tra il gioco pubblico e le nuove generazioni. Lo studio si apre con la premessa che «il 2009, l` anno della crisi economica per la quasi totalità dei settori è destinato a chiudersi con un nuovo record positivo per il mercato dei giochi pubblici italiano, [Aams prevede una raccolta per il 2009 di quasi 53 miliardi di euro contro i 47,5 del 2008, NdR] dopo una crescita di oltre il 200% in soli cinque anni». L`indagine di Nomisma ha coinvolto un campione di 8.582 studenti, tra i 16 e i 19 anni, di 396 istituti scolastici secondari. Obiettivo: avviare una riflessione sul futuro del mercato del gioco in un’ottica di sviluppo socialmente sostenibile. La ricerca considera sia il cosiddetto "target a rischio" - ragazzi spesso molto giovani che vogliono vivere emozioni forti e che non hanno percezione del pericolo - sia l`universo studentesco rappresentativo di sesso, tipologia di scuola, area geografica, età anagrafica. Nel 2008 la spesa media destinata da questi ragazzi al gioco è stata di circa 10 euro al mese, mentre il 57% di essi vi ha dedicato meno di un`ora al mese. Il 54% è consapevole delle maggiori possibilità di perdere, contro l`11% che è convinto di poter vincere; solo l`8% reinveste in gioco le vincite vinte. Ma quali sono i giochi preferiti? Al primo posto è il gratta e vinci, praticato dal 53% degli intervistati; il 39% si diletta anche con superenalotto e lotto. Bene anche scommesse sportive (scelte dal 22% dei giovani) e lotterie (20% dei ragazzi). Il 18% preferisce le slot, mentre il 14% punta sul bingo. Fanalino di coda i giochi on line (chi l`avrebbe detto?) che attraggono circa l`8% del campione esaminato. Secondo il rapporto, il contesto sociale è determinante nello sviluppo della propensione al gioco. Il 78,1% dei giovani giocatori frequenta un istituto professionale, "investe" in gioco una media 12 euro al mese e quasi il 25% gioca tutti i giorni. Il panel geografico mostra che il 75,2% dei giovani gamblers abita al Sud e nelle Isole, il 64,7% nel Nord-Est; il 64,6% al Centro; il 60% nel Nord- Ovest. Anche il contesto familiare incide sulle abitudini dei giovani giocatori: l`80% di essi proviene da un nucleo familiare in cui il gioco è usuale, contro il 37% di coloro che vivono in famiglie non abituate a tentare la sorte. Sebbene per la gran parte dei ragazzi il gioco rappresenti fondamentalmente un`occasione di divertimento, esiste tuttavia una fascia di consumo a "rischio". In particolare il 22% degli studenti ha partecipato a almeno 5 tipologie di gioco; il 24% dei giocatori maschi gioca almeno una volta al giorno; il 12% dei giocatori considera il gioco una dipendenza; il 24% dei giocatori nasconde/ridimensiona le abitudini di gioco ai genitori; per il 12% dei giocatori il gioco è un modo per sfuggire a problemi personali; per il 5% dei giocatori il gioco interferisce su impegni scolastici/familiari. Nel Rapporto emerge comunque un dato: e cioè che troppo spesso il divieto di gioco per i minorenni risulta "poco chiaro". Ovvero: si percepisce un divieto generale di partecipazione ma non una proibizione sui singoli giochi, come per esempio le lotterie istantanee, non a caso il gioco più diffuso. Ben l`86% dei ragazzi ritiene di non
essere abbastanza informato sui rischi connessi agli abusi di gioco,
mentre l`88% ritiene che non vi siano sistemi di protezione adeguati
per evitare o prevenire tali rischi per i più giovani. In calce è possibile scaricare il Rapporto completo.
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Gianfranco Bonanno
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