| ROMA DICE NO ALLE SLOT NEI PUBBLICI ESERCIZI | 03/11/2009 |
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L`amministrazione Alemanno ha dichiarato guerra alle slot nei bar. E lo fa con un provvedimento "trasversale" che rende appetibile la rinuncia a ospitare le macchinette in bar e ristoranti. Davide Bordoni, assessore comunale al Commercio, ha illustrato nel
dettaglio i requisiti strutturali e i criteri di
qualità necessari per aprire nuovi locali nei quartieri più mondano della capitale: Trastevere, Testaccio, San Lorenzo, Borgo e Tridente. «La città - ha spiegato - è stata divisa in tre zone: zona A,
relativa al centro storico, nella quale è necessario ottenere un
punteggio non inferiore a 170, la zona B che coincide con la città
consolidata per la quale servono almeno 155 punti e la zona C, cioè
quella più periferica, nella quale bastano 120 punti». Per raggiungere il punteggio necessario bisognerà possedere determinati
"requisiti di qualità" tra cui: la disponibilità di
parcheggio (50 punti), l`insonorizzazione del locale (40 punti), bagni
divisi per i due sessi, presenza di fasciatoio, area giochi per
bambini, corso di specializzazione professionale per il titolare,
attestato di formazione in materia di sicurezza e prevenzione,
climatizzazione del locale e criteri di risparmio idrico e energetico.
Tra gli altri requisiti figurano, oltre al servizio di vigilanza esterna dei locali (5 punti), anche l`assenza di videogiochi o apparecchi automatici. Un criterio, quest`ultimo, che assegna 10 punti. Il nuovo regolamento, che si ispira alla legge regionale n. 21 del 29 novembre 2006 in materia di pubblici esercizi, sarà adesso
trasferito ai municipi per eventuali modifiche e giungerà entro l`anno in consiglio comunale.
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Gianfranco Bonanno
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