| E` IL COMUNE A DECIDERE L`UTILIZZO DEL TERMINE CASINO` PER UNA SALA GIOCHI | 22/12/2009 |
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Se una sala dedicata al gioco di sorte vuole promuovere la sua attività utilizzando nell’insegna il nome “Casinò”, sta al Comune competente autorizzare o meno l’uso del termine. Questa la decisione del Garante Antitrust, interpellato nel merito, che ribadisce un orientamento già espresso dal ministero dell’Interno. Ne dà notizia la rivista telematica PL.COM, dedicata agli operatori della polizia locale e del commercio, in un articolo a firma di Marilisa Bombi, di cui riportiamo uno stralcio. «Riguardo alla questione sulla legittimità, o meno, dell’utilizzo dell’insegna "Casinò" da parte delle sale giochi in cui sono installati gli apparecchi da intrattenimento di cui al comma 6 dell’art. 110 TULPS (e in un prossimo futuro le VLT), la partita, in sostanza, è tutta in mano al Comune, perché se una sala giochi espone l’insegna "Casinò", pur non essendo tale, l’Antitrust competente ad intervenire nelle ipotesi di pubblicità ingannevole non c’entra nulla. Secondo il Garante, la faccenda non è affar suo perché “la questione riguarda l’assenza delle dovute autorizzazioni ed attiene pertanto ad eventuali problematiche di competenza delle autorità amministrative”. (...) Casinò e sala da gioco, quindi, sinonimi di un luogo dove si gioca d’azzardo e dove le slot machine si stanno facendo sempre più spazio tra i tavoli verdi». Il quesito posto all’attenzione del Garante è complesso perché parte dal fatto che le cosiddette "new slot" installate in sale giochi, circoli ed altri esercizi pubblici consentono vincite in denaro in percentuali inferiori rispetto alle vincite realizzabili nei casinò autorizzati. Normalmente il payout degli apparecchi da bar è del 75% contro una media del 95% di quelli da casinò (anche se con le Vlt il montepremi destinato al giocatore sale all`85%). Una differenza che, stando all`esposto presentato al Garante, i giocatori non conoscono perché nessuno li ha informati e che dovrebbe essere considerata, quindi, pubblicità ingannevole. Tuttavia, in proposito, anche il Ministero dell’interno si è pronunciato con una nota del 24 marzo di quest’anno, nella quale ha affermato che «le autorizzazioni all’installazione delle insegne di esercizio spettano ai Comuni dove le attività economiche operano». E` questo il caso di Bagni di Lucca, dove in agosto è stato riaperto l`"Antico casinò delle Terme", abilitato all`offerta dei giochi automatici comma 6a (che saranno però presto sostituiti dalle più performanti videolotteries).
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Gianfranco Bonanno
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