La facciata principale del Casino di Bagni di Lucca, così come appare oggi dopo l’inaugurazione della prima casa da gioco automatizzata italiana, avvenuta l’8 agosto 2009.
Nella foto in basso una scena di gioco al tavolo della roulette, durante l’apertura “forzosa”, nel settembre 1982, ad opera della giunta comunale guidata dal sindaco dell’epoca Enzo Tintori, per vent’anni presidente dell’Anit. Quell’atto di forza, che si concluse con l’intervento della polizia dopo solo ventidue minuti di gioco, costò una denuncia all’intera amministrazione per organizzazione di gioco d’azzardo.
Il Casino Reale di Bagni di Lucca fu edificato nel 1837 per volontà di Carlo Ludovico di Borbone, su progetto dell’architetto Giuseppe Pardini, fu dato in concessione ai francesi Adrien Mathis e Edouard Ginnestet per la gestione del gioco d’azzardo. Nelle sale del Casino la più bella aristocrazia europea giocò fortune al “biribisso”, antenato dell’odierna roulette, al “faraone”, alla “reale” e ad altri antichi giochi d’azzardo, molti dei quali furono inventati proprio a Bagni di Lucca.
Qui girò la prima roulette d’Europa secondo le modalità moderne. Infatti il gioco del rosso e nero fino ad allora si effettuava con una ruota verticale o con l’estrazione di numeri colorati; Mathis introdusse il piano orizzontale e la pallina d’avorio. A Bagni di Lucca il gioco d’azzardo pubblico era praticato sin dal XV secolo, contribuendo con i suoi proventi a sanare le finanze della gestione delle Terme, ed è stato praticato un po’ ovunque, anche al Circolo dei Forestieri dove, nel 1953, girò per l’ultima volta la roulette.


