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	<title>ANIT &#187; Comunicati stampa</title>
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	<description>Associazione Nazionale Per l&#039;Incremento Turistico</description>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 50</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ OPERATIVA LA PARTNERSHIP CON GAMENET E CASINO’ DI CAMPIONE Al via la progettazione delle prime Gaming Hall con il nuovo brand Taormina e a seguire Stresa, Fasano, Anzio e Montecatini. Questo l’ordine di apertura delle Gaming Hall nei Comuni aderenti all’Anit, da attuare in partnership con il concessionario di Stato Gamenet e il Casino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ OPERATIVA LA PARTNERSHIP CON GAMENET E CASINO’ DI CAMPIONE</strong></p>
<p><em>Al via la progettazione delle prime Gaming Hall con il nuovo brand</em></p>
<p>Taormina e a seguire Stresa, Fasano, Anzio e Montecatini. Questo l’ordine di apertura delle Gaming Hall nei Comuni aderenti all’Anit, da attuare in partnership con il concessionario di Stato Gamenet e il Casino di Campione, a loro volta consorziati in una new-co di prossima costituzione, che investirà trenta milioni di euro in un progetto che complessivamente interesserà una ventina di sale in tutta Italia. Il piano esecutivo è stato illustrato dall’amministratore delegato di Gamenet, Ezio Filippone, durante l’assemblea dell’associazione tenutasi venerdì 16 a Roma.</p>
<p>Diventa pertanto operativo il protocollo d’intesa firmato poco prima dell’estate tra l’Anit e Gamenet, che prevede l’allestimento di strutture dedicate al gioco e all’intrattenimento di particolare pregio (secondo il format “kursaal” a suo tempo indicato dall’Associazione), da realizzare in collaborazione con le Amministrazioni locali che reciteranno così un ruolo “attivo” nell’offerta di un prodotto altamente sensibile come il gioco d’alea.</p>
<p>La prima location, la cui apertura è prevista entro fine anno, sarà “La Baronessa” di Taormina, il blasonato ristorante ubicato lungo il corso principale della città, in attesa del completamento dei lavori della Villa Mon Repos, lo storica sede del casinò negli Anni ’60. Nel 2012 vedranno la luce altre sale a Stresa, Fasano (nell’attuale Casina municipale), Anzio (appena sarà disponibile il monumentale “Paradiso sul mare”).</p>
<p>Nel corso dei lavori assembleari, inoltre, si è proceduto al rinnovo delle cariche associative. Confermato alla presidenza il Comune di Stresa nella persona del vicesindaco, Giuseppe Bottini; ai Comuni di Taormina e Montecatini sono andate le due vicepresidenze, mentre Fasano ricoprirà l’incarico di presidente del Collegio dei Revisori. Il nuovo Comitato direttivo risulta composto dai Comuni di Anzio, Montecatini, S.Pellegrino, Stresa e Taormina.</p>
<p>Infine, l’Assemblea ha preso atto delle dimissioni del Comune di Salsomaggiore e ha deliberato l’ingresso di due nuove amministrazioni: Porto Azzurro (Isola d’Elba) e Tropea, quest’ultima già socio in passato.</p>
<p>Il Portavoce</p>
<p>Gianfranco Bonanno</p>
<p><span style="font-size: 11pt;font-family: 'Times New Roman'"><br />
</span></p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 49</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[IL VICESINDACO DI STRESA E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELL’ANIT Giuseppe Bottini sostituisce Franco Zaffini alla guida dell’Associazione che sta per varare le innovative sale Kursaal Giuseppe Bottini, vicesindaco di Stresa (VB), è il nuovo presidente dell’Anit, l’associazione che raggruppa le località turistiche candidate ad ospitare i futuri casinò. La nomina è stata formalizzata ieri, durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><strong>IL VICESINDACO DI STRESA E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELL’ANIT</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><em>Giuseppe Bottini sostituisce Franco Zaffini alla guida dell’Associazione che sta per varare le innovative sale Kursaal </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Giuseppe Bottini, vicesindaco di Stresa (VB), è il nuovo presidente dell’Anit, l’associazione che raggruppa le località turistiche candidate ad ospitare i futuri casinò. La nomina è stata formalizzata ieri, durante l’Assemblea straordinaria dell’Anit svoltasi nella sede centrale dell’Anci a<br />
Roma. Bottini sostituisce il consigliere regionale del Pdl-An umbro, Franco Zaffini, sfiduciato nel mandato a un anno dalla sua naturale scadenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Appena nominato, il nuovo presidente si è detto convinto che l’obiettivo casinò, perseguito per oltre quarant’anni, possa ricevere una forte spinta propulsiva attraverso la piena concretizzazione del Progetto Kursaal, avviato dall’Associazione circa due anni fa con l’esperimento<br />
di una casa da gioco automatizzata a Bagni di Lucca, e tuttora in fase di definizione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">La prossima apertura dei kursaal ad Anzio, Salsomaggiore, Stresa e Taormina con i più evoluti apparecchi di gioco Videolotteries, segnerà il primo concreto passo verso un modello di “ambiente dedicato” capace di offrire i giochi oggi autorizzati – automatici e telematici – ed eventi di intrattenimento in un contesto moderno, di forte attrattività e di assoluta sicurezza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Immediatamente dopo sarà la volta di Acqui terme, Fasano e Montecatini, a cui seguiranno via via tutti gli altri. Per la realizzazione dell’innovativo format, l’Anit sta perfezionando gli accordi con il concessionario di rete Gamenet e la società Bakoo di Parma, già gestore della casa da gioco di Bagni di Lucca, interessati a sviluppare una partnership tecnologica e finanziaria. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Il Portavoce</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Gianfranco Bonanno</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 48</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[BENE I CASINO’, MA NON NEGLI HOTEL DI LUSSO Il rilancio del turismo passa per la valorizzazione del territorio L’intento di sostenere l’industria turistica anche attraverso la creazione di casinò – giustamente considerati un elemento propulsore per l’implementazione e la diversificazione dei flussi – non può che trovare accoglimento in chi, come l’Anit, si batte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><strong>BENE I CASINO’, MA NON NEGLI HOTEL DI LUS</strong></span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><strong>SO</strong></span></p>
<p><em>Il rilancio del turismo passa per la valorizzazione del territorio</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><!--[if !supportEmptyParas]--> L’intento di sostenere l’industria turistica anche attraverso la creazione di casinò – giustamente considerati un elemento propulsore per l’implementazione e la diversificazione dei flussi – non può che trovare accoglimento in chi, come l’Anit, si batte da quarant’anni per una legge di regolamentazione del gioco d’azzardo che preveda anche l’apertura di nuove case da gioco sul territorio nazionale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Tuttavia, pur apprezzando la volontà di giungere a una definizione dell’annosa questione, intendiamo esprimere netta contrarietà all’ipotesi prospettata dal ministero del Turismo di istituire location di gioco negli hotel a 5 stelle.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]--> Nonostante lo schema di decreto sul “Sistema Italia” sia tuttora in fase di elaborazione, le indiscrezioni trapelate e rilanciate su tutti i media nazionali destano perplessità sia nel merito che nella forma.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">In primo luogo perché se c’è un comparto produttivo al riparo dall’attuale recessione, questo è proprio il comparto del lusso; secondariamente, perché un’offerta di gioco destinata ai soli ospiti degli alberghi non produrrebbe alcun beneficio per il territorio o per altre categorie di lavoratori dell’industria turistica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Non a caso un simile modello non ha uguali in alcuna parte del mondo. Piuttosto, un casinò moderno – così come è nell’esperienza di tutti i Paesi europei – deve essere inteso come risorsa ulteriore per la valorizzazione delle località ospitanti, termali in particolare, e dell’intero territorio, con il quale deve potersi integrare per assicurarne ricadute complessive. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Auspichiamo pertanto che la discussione su questa delicata materia possa avvenire senza pregiudizi o interessi di parte, tenendo conto delle competenze specifiche degli organismi che per tanti anni sono stati al fianco delle istituzioni parlamentari con l’unico scopo di giungere a una soluzione condivisa e organica della problematica, come opportunamente indicato in ben due sentenze della Corte Costituzionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Il Portavoce</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Gianfranco Bonanno</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 47</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ENTRO LUGLIO A BAGNI DI LUCCA IL PRIMO KURSAAL DELL’ANIT Entro il prossimo mese di luglio Bagni di Lucca riavrà il suo casinò. Sarà una “sala Kursaal”, come è stato ribattezzato dall’Anit l’innovativo format che, superando vecchie e pretestuose polemiche sull’apertura di nuovi casinò nel nostro Paese, consentirà alle località turistiche aderenti all’Associazione di riappropriarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ENTRO LUGLIO A BAGNI DI LUCCA IL PRIMO KURSAAL DELL’ANIT</strong></p>
<p>Entro il prossimo mese di luglio Bagni di Lucca riavrà il suo casinò. Sarà una “sala Kursaal”, come è stato ribattezzato dall’Anit l’innovativo format che, superando vecchie e pretestuose polemiche sull’apertura di nuovi casinò nel nostro Paese, consentirà alle località turistiche aderenti all’Associazione di riappropriarsi di strutture e attività fortemente propulsive per le economie locali.</p>
<p>«Un casinò moderno, non tradizionale, secondo le nuove tendenze del gioco, che avrà come cornice le splendide sale del più antico casinò d’Europa», afferma visibilmente soddisfatto il sindaco di Bagni di Lucca, Giancarlo Donati, il quale ieri ha ufficializzato l’esito del bando di gara indetto per la gestione del Kursaal, vinto dalla ditta Bakoo di Parma, capofila di un gruppo di imprenditori privati del settore, alcuni dei quali di rilievo internazionale.</p>
<p>«Alla luce dell’offerta tecnica presentata – ha dichiarato ancora il sindaco della cittadina toscana – sono sicuro che la Bakoo sarà in grado di realizzare quanto è nelle nostre aspettative. Le nostre maggiori preoccupazioni sono quelle di creare nuovi posti di lavoro e di reperire risorse ulteriori da destinare alla valorizzazione turistica e alla tutela del patrimonio artistico della città».</p>
<p>« Un ringraziamento – ha concluso Donati – va a tutti coloro che si sono impegnati per la positiva conclusione della vicenda: all’Anit, che ne è stato l’ispiratore e il consulente prezioso, ai collaboratori e ai tecnici del Comune, che hanno preparato il bando di gara con grande attenzione alle esigenze dell’ente pubblico, ivi compresi i requisiti di qualità e di sicurezza richiesti ai partecipanti. Senza dimenticare l’impegno profuso anche dalle precedenti amministrazioni, che con coraggio si sono adoperate per la realizzazione di un obiettivo dell’intera comunità bagnese. Un sogno che dura dal 1953».</p>
<p>Quello di Bagni di Lucca è il primo esperimento del genere in Italia e sarà presto replicato in altre località Anit. La prossima inaugurazione è prevista per settembre a Salsomaggiore terme.</p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 46</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[PER LE NUOVE CASE DA GIOCO NON SERVONO PROCLAMI ELETTORALI Non c’è bisogno di ulteriori boutade, ma di fatti concreti. Se Parlamento e governo intendono davvero dar seguito alla proclamata volontà di istituire nuovi casinò, basta attivare gli organi istituzionali competenti (le Commissioni X della Camera e I del Senato), dove sono depositate 24 proposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold">PER LE NUOVE CASE DA GIOCO NON SERVONO PROCLAMI ELETTORALI </span></p>
<p>Non c’è bisogno di ulteriori boutade, ma di fatti concreti. Se Parlamento e governo intendono davvero dar seguito alla proclamata volontà di istituire nuovi casinò, basta attivare gli organi istituzionali competenti (le Commissioni X della Camera e I del Senato), dove sono depositate 24 proposte di legge in materia, per arrivare in tempi rapidi all’emanazione di una normativa-quadro sul gioco di sorte, della quale, peraltro, si avverte l’improrogabile necessità vista l’esigenza di regolamentare organicamente un comparto produttivo primario per l’economia nazionale e molto “sensibile” per le sue implicazioni sociali.</p>
<p>Questa, in sintesi, la posizione dell’Anit – l’Associazione che raggruppa le località candidate – spiegata dal presidente Franco Zaffini, il quale stigmatizza così le dichiarazioni del neoministro al Turismo, Michela Brambilla, e del sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, all’indomani dei loro interventi sull’ipotesi di apertura di nuove case da gioco. In particolare l’accenno di Sgarbi ai “casini”, accomunate ai casinò, al di là del gusto provocatorio, rivela un approccio pericoloso e superficiale alla tematica.</p>
<p>Che rispunta – guarda caso – solo durante le campagne elettorali o per perorare “cause localistiche”. In realtà, quella per le nuove case da gioco, oggi rischia di apparire una battaglia di retroguardia, considerato il mutamento dello scenario che negli ultimi tempi sta caratterizzando il settore, con l’introduzione indiscriminata e capillare di giochi ad alto tasso di assuefazione (internet, slot, gratta e vinci) ai quali sono particolarmente esposti i ceti sociali più deboli (casalinghe, giovani e disoccupati).</p>
<p>Cambiamenti pilotati e favoriti da chi dimostra di avere come unico parametro il gettito erariale invece che la tutela del consumatore. Non si spiegano altrimenti le scelte dei ministeri vigilanti i quali, al contrario di quanto accade nel resto d’Europa e del mondo, trascurano di considerare come i casinò siano i luoghi più idonei all’offerta del gioco sicuro, controllato e consapevole.</p>
<p>L’Anit, nel corso della sua quarantennale collaborazione con le istituzioni parlamentari, ha sempre sostenuto con forza l’esigenza di una legge complessiva sul gioco d’alea, che preveda l’apertura di un casinò per regione. Una previsione normativa sottolineata per ben due volte dalla Corte Costituzionale nelle sentenze n. 152 del 6 maggio 1985  e n. 291 del 22 maggio 2001.</p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 45</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NUOVE CASE DA GIOCO, FONDAMENTALE UNA NORMATIVA SERIA Le parole del Presidente del Senato Renato Schifani circa l’opportunità di aprire nuove case da gioco nelle località oggi sprovviste di tali strutture, costituiscono motivo di soddisfazione per l’Anit – l’associazione dei maggiori Comuni turistici italiani – e premia il suo quarantennale impegno nella difficile battaglia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NUOVE CASE DA GIOCO, FONDAMENTALE UNA NORMATIVA SERIA</strong></p>
<p>Le parole del Presidente del Senato Renato Schifani circa l’opportunità di aprire nuove case da gioco nelle località oggi sprovviste di tali strutture, costituiscono motivo di soddisfazione per l’Anit – l’associazione dei maggiori Comuni turistici italiani – e premia il suo quarantennale impegno nella difficile battaglia di far approvare dal Parlamento una legge organica sul gioco, la cui esigenza è stata peraltro sottolineata per ben due volte dalla Corte Costituzionale nelle sentenze n. 152 del 6 maggio 1985  e n. 291 del 22 maggio 2001.</p>
<p>L’Anit pertanto, rilevando l’importanza del mutato atteggiamento – così autorevolmente espresso – del Parlamento e delle istituzioni su questa delicata tematica, intende sottoporre all’attenzione del legislatore alcuni aspetti importanti per la corretta formulazione di una normativa in materia di nuovi casinò, capace di inquadrare le varie esigenze e problematiche in uno scenario complessivo e con criteri non estemporanei.</p>
<p>1) Nel 2006 si è avviato un processo di deregolamentazione del settore, con alcuni provvedimenti diretti essenzialmente a perseguire fini erariali senza un’adeguata attenzione agli effetti indesiderati, creando al contempo, attraverso una spropositata e incontrollata offerta del prodotto gioco fonte di grave allarme sociale, i presupposti per lo sviluppo di un comparto produttivo sganciato da reali politiche di intrattenimento.</p>
<p>2) L’esperienza delle attuali quattro case da gioco, maturata in settant’anni di monopolio, non può costituire il solo parametro di riferimento, attesa l’evidente difficoltà del sistema di gestione pubblica a competere nel moderno mercato, caratterizzato da una continua e costante innovazione tecnologica oltre che dalla diversificazione dell’utenza, e a integrare l’attività di gioco con la valorizzazione del territorio e dell’indotto turistico.</p>
<p>3) Quest’ultimo obiettivo, in particolare, non appare perseguibile con l’apertura di tavoli verdi negli hotel di lusso, come ipotizzato dall’on. Michela Vittoria Brambilla.</p>
<p>Noi riteniamo, infatti, che alla base della regolamentazione debbano essere posti principi ispirati non solo al controllo e alla tutela del consumatore, ma anche alla produzione di benefici effettivi per tutta la filiera dell’industria turistica, per le intere comunità dei territori interessati (anche in un’ottica di federalismo fiscale), e per la valorizzazione del prezioso patrimonio architettonico delle località aspiranti che, nel caso dell’Anit, hanno già ospitato in passato rinomate strutture di gioco.</p>
<p>Il Portavoce</p>
<p>Gianfranco Bonanno</p>
]]></content:encoded>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 44</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[NECESSARIA UNA PREVISIONE LEGISLATIVA ORGANICA IN MATERIA DI CASINO’ Dopo l’accoglimento da parte del governo dell’ordine del giorno presentato dai deputati del Movimento per l’Autonomia, Antonio Milo ed altri, in cui si chiede l’apertura di quattro nuove case da gioco in regioni del Sud, L’Anit, nell’esprimere soddisfazione per l’atteggiamento positivo assunto dal governo, fa rilevare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NECESSARIA UNA PREVISIONE LEGISLATIVA ORGANICA IN MATERIA DI CASINO’</strong></p>
<p>Dopo l’accoglimento da parte del governo dell’ordine del giorno presentato dai deputati del Movimento per l’Autonomia, Antonio Milo ed altri, in cui si chiede l’apertura di quattro nuove case da gioco in regioni del Sud, L’Anit, nell’esprimere soddisfazione per l’atteggiamento positivo assunto dal governo, fa rilevare la necessità di disciplinare la materia attraverso un provvedimento normativo complessivo, così come indicato dalla Corte Costituzionale nelle due sentenze n. 151 del 1985 e 291 del 2001.</p>
<p>Un intervento, dunque, che ponga fine a un regime di deroghe ed eccezioni che caratterizza il comparto da oltre settant’anni e che, peraltro, risulta assolutamente inadeguato per il governo di un settore che figura tra le prime cinque attività produttive del Paese.</p>
<p>Giusto ed inderogabile affrontare e risolvere la polverizzazione dei luoghi e delle occasioni dove si eroga il gioco legale impedendo, ad esempio, ai minori di accedervi e riconducendo il sistema a sostenibilità e sicurezza. Poche strutture controllate e controllabili in luogo della miriade di punti gioco che caratterizza l’attuale realtà italiana.</p>
<p>Richiamato il contenuto dello studio effettuato sull’intero comparto del gioco in italia, disponibile e scaricabile dal sito dell’Associazione, l’Anit segue con rinnovato interesse la volontà dimostrata dal governo di giungere a una definizione della controversa materia e ribadisce la propria disponibilità a collaborare, come nelle passate legislature, con le Commissioni parlamentari competenti e col Governo.</p>
<p>Il Portavoce</p>
<p>Gianfranco Bonanno</p>
]]></content:encoded>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 43</title>
		<link>http://www.anit-it.it/comunicati-stampa/comunicato-stampa-n-43/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PRESENTAZIONE DELLO STUDIO “IL GIOCO PUBBLICO IN ITALIA”Giovedì 10 Luglio, ore 11 – Hotel Nazionale, piazza Montecitorio – Roma Si svolgerà giovedì 10 Luglio, con inizio alle ore 11, a Roma presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio, la prevista conferenza stampa dell’Anit durante la quale sarà presentato lo studio “Il Gioco Pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>																		<DIV align=left><FONT face=Garamond size=3><B>PRESENTAZIONE DELLO STUDIO “IL GIOCO PUBBLICO IN ITALIA”</B></FONT><BR><FONT face=Garamond size=3><B>Giovedì 10 Luglio, ore 11 – Hotel Nazionale, piazza Montecitorio – Roma </B></FONT><BR></DIV><FONT face=Garamond size=3><BR>Si svolgerà giovedì 10 Luglio, con inizio alle ore 11, a Roma presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio, la prevista conferenza stampa dell’Anit durante la quale sarà presentato lo studio “Il Gioco Pubblico in Italia – Dati, Analisi, Proposte”, la prima approfondita inchiesta sullo stato del gioco di sorte nel nostro Paese.<BR><BR>L’iniziativa si colloca nel quadro delle attività istituzionali dell’Anit ed è volta a sensibilizzare il mondo della politica e dei media sulle contraddizioni e le anomalie di un comparto che – pur figurando tra le prime cinque attività produttive del Paese, con un fatturato di oltre 42 miliardi di euro e un gettito erariale complessivo di quasi 12 miliardi (relazione della Corte dei Conti) – è a tutt’oggi disciplinato attraverso leggi speciali e di urgenza, mancando, caso unico tra i Paesi occidentali, una normativa organica di settore.<BR><BR>Un’anomalia tutta italiana che, soprattutto a seguito della deregolamentazione attuata con il decreto Bersani-Visco del 2006, vede, da un lato, un’offerta di “gioco di stato” iniqua e dai rilevanti costi sociali, con effetti devastanti in particolare sulle fasce più deboli della popolazione; dall’altro, la pervicace riluttanza all’apertura di moderne case da gioco, in grado di soddisfare in modo trasparente e controllato la consistente domanda del mercato.<BR><BR>Una situazione paradossale che la stessa Corte Costituzionale ha censurato per ben due volte con le sentenze n.152/1985 e n.291/2001, sollecitando l’intervento del legislatore “ormai divenuto improrogabile, non essendo più giustificabile un sistema normativo ormai superato e sotto diversi profili incoerente rispetto all`attuale quadro costituzionale”. <BR><BR>All`evento è prevista la partecipazione di larga parte dei parlamentari di tutti gli schieramenti politici, in particolare di quanti hanno presentato progetti di legge in materia, rappresentanti delle istituzioni di governo e di settore ed esponenti del mondo accademico e della ricerca scientifica. <BR></FONT><BR>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 42</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[CASINO’ E GIOCO PUBBLICO: UN’ANOMALIA ITALIANA    In merito alla querelle scaturita a seguito del programma televisivo “Italian Job” trasmesso su La7 domenica 17 febbraio, l’ANIT – l’associazione che raggruppa le località candidate ad ospitare una casa da gioco – intende riaffermare con decisione l’opportunità e l’urgenza di una legge-quadro nel settore del gioco pubblico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CASINO’ E GIOCO PUBBLICO: UN’ANOMALIA ITALIANA   </strong></p>
<p>In merito alla querelle scaturita a seguito del programma televisivo “Italian Job” trasmesso su La7 domenica 17 febbraio, l’ANIT – l’associazione che raggruppa le località candidate ad ospitare una casa da gioco – intende riaffermare con decisione l’opportunità e l’urgenza di una legge-quadro nel settore del gioco pubblico, che preveda anche l’apertura di nuovi casinò sull’intero territorio nazionale.</p>
<p>L’Associazione ha denunciato in più occasioni la pericolosa deriva che il cosiddetto “gioco responsabile” sta assumendo nel nostro Paese. Un’anomalia tutta italiana che vede, da un lato, il proliferare delle tipologie di gioco più inique e a maggior rischio sociale gestite dallo Stato; dall’altro la pervicace chiusura a ogni richiesta di apertura di moderne case da gioco, che sarebbero in grado di assicurare benefiche ricadute alla comunità locale e nazionale, oltre a essere più idonee a soddisfare in modo trasparente e controllato la consistente domanda del mercato.</p>
<p>Peraltro è da notare come “l’industria del gioco di stato” che con  una raccolta complessiva di 42,2 miliardi di euro costituisce la quinta voce dell’economia nazionale, da cui l’erario attinge risorse per più di sette miliardi, è disciplinata attraverso leggi d’urgenza o speciali (Finanziarie) spesso in conflitto con la normativa comunitaria, mancando a oggi una legislazione organica che offra regole certe agli imprenditori del comparto e chiarisca definitivamente lo status quo dei quattro casinò attualmente operanti.</p>
<p>Per ben due volte la Corte Costituzionale è intervenuta sulla materia e in entrambe le occasioni ha evidenziato le gravi “disarmonie” che caratterizzano il settore, affermando nella sentenza n.291 del luglio 2001 come sia “ormai divenuto improrogabile un intervento legislativo, non essendo più giustificabile un sistema normativo ormai superato e sotto diversi profili incoerente rispetto all`attuale quadro costituzionale”.</p>
<p>Prescindendo dunque da ogni disegno politico-affaristico, l’Anit proprio in questi giorni sta predisponendo le più adeguate strategie volte a sensibilizzare media e istituzioni su un tema spesso deliberatamente sottaciuto, al fine di ottenere dal Parlamento il giusto  riconoscimento alle istanze di alcuni Comuni a prevalente vocazione turistica, che attraverso la casa da gioco intendono incrementare e diversificare i flussi turistici, accrescendo i livelli occupazionali e qualificando l’offerta complessiva del leisure.</p>
<p>Il Portavoce</p>
<p>Gianfranco Bonanno</p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA N. 41</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ANIT DENUNCIA LO SCANDALO DEL GIOCO PUBBLICO A seguito del servizio di Claudio Gatti pubblicato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore sullo scandalo scommesse, l’Anit – l’associazione dei Comuni interessati all’apertura dei nuovi casinò – intende ribadire con forza la sua denuncia contro le scellerate scelte normative effettuate dal legislatore per disciplinare il ricco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ANIT DENUNCIA LO SCANDALO DEL GIOCO PUBBLICO</strong></p>
<p>A seguito del servizio di Claudio Gatti pubblicato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore sullo scandalo scommesse, l’Anit – l’associazione dei Comuni interessati all’apertura dei nuovi casinò – intende ribadire con forza la sua denuncia contro le scellerate scelte normative effettuate dal legislatore per disciplinare il ricco settore del gioco pubblico in Italia.</p>
<p>Il malaffare che pervade il comparto è diretta conseguenza di ipocriti e dissennati provvedimenti adottati in dispregio dei più elementari principi di buon senso, che, lungi dal “liberalizzare”, hanno in pratica favorito la diffusione delle tipologie di gioco più dannose e inique: slot e “grattini” su tutti (una slot da bar restituisce al giocatore una percentuale del 75% contro il 95-97% di una da casinò). Forme di “intrattenimento” che hanno letteralmente portato alla deriva i ceti meno abbienti e i soggetti più deboli della popolazione, causando un aumento esponenziale del fenomeno del gioco compulsivo.</p>
<p>Il mercato del cosiddetto “gioco responsabile” si è rivelato uno strumento utile solo per le casse dello Stato &#8211; 11 miliardi di euro tra imposte dirette e indirette riscosse dal comparto giochi nei primi undici mesi del 2007 (vedasi l’ultimo bollettino del Dipartimento per le politiche fiscali del MEF) -  e per quelle della criminalità organizzata, che riesce a riciclare i suoi illeciti proventi alla luce del sole e al minor costo possibile, oltre a “fatturare” circa 2,5 miliardi l’anno con il gioco clandestino (dati 2007 Sos Impresa).</p>
<p>Questi i risultati di norme lacunose e cieche, approvate con lo scopo dichiarato di combattere la raccolta abusiva e di tutelare il consumatore mentre, per contro, persiste un ingiustificato diniego all’apertura di nuovi casinò malgrado due sentenze della Corte Costituzionale (del 1985 e del 2001) invitino il Parlamento a legiferare in materia, e nonostante le importanti ricadute sul piano occupazionale, dello sviluppo dell’indotto turistico e della valorizzazione del territorio che dette strutture possono assicurare.</p>
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