Quando sono i baristi a spegnere le slot…

Un atto di compassione verso le vittime delle macchinette. Che ha meritato il plauso (e forse anche un premio) dal Comune. E’ successo a Cremona, dove la proprietaria di un bar nella semiperiferia della città ha deciso di staccare la spina alle due slot installate nel suo locale «perchè non sopportava più di vedere persone che si rovinavano con questi diabolici apparecchi». Nonostante il mutuo ancora da pagare e i consistenti guadagni delle sue due macchinette (3.000 euro al mese), Monica Pavesi – questo il nome della coraggiosa signora – ha messo fuori uso gli infernali marchingegni «per non avere più niente a che fare con chi pensa di campare con i soldi dell’azzardo» e dedicarsi alla sua attività vera: «fare i caffè».

L’audace iniziativa della barista di Cremona – che oltretutto dovrà rendere conto al gestore e al concessionario di rete per il “lucro cessante” degli apparecchi di gioco – è stata apprezzata non solo dal sindaco della città lombarda, ma anche dal presidente del’associazione di categoria aderente all’Ascom, Giorgio Beltrami, il quale ora auspica che l’esempio della signora Pavesi venga seguito anche da altri suoi colleghi «perché non è danneggiando gli altri che si giustificano certi guadagni».

Un bella lezione di etica per lo Stato biscazziere. E un esempio concreto di come il “controllo in loco” possa utilmente contrastare un fenomeno che, per sciagurate scelte politiche, sta sconvolgendo intere comunità. Un controllo in questo caso affidato alla sensibilità del proprietario del locale, ma che in luoghi e contesti più sicuri viene esercitato per prassi da personale specializzato.

Gianfranco Bonanno

Comunità versus giochi, al convegno di Firenze le anime del gioco e le proposte delle istituzioni locali

Si è concluso ieri a Firenze il convegno “COMUNITÀ VERSUS GIOCHI: La proposta dei Comuni italiani“, organizzato da Anit e Anci in collaborazione con Anci Toscana e Lexgiochi nell’ambito della rassegna Dire&Fare. E’ stata una proficua giornata di studio e di confronto sul complesso settore del gioco pubblico, che ha visto il prezioso contributo di esponenti di primo piano del mondo giuridico, del terzo settore e della pubblica amministrazione. Presente anche l’industria del gioco con le sue rappresentanze più significative, che hanno animato il dibattito nel corso della tavola rotonda del pomeriggio.

Critiche all’attuale sistema regolatorio sono state espresse da più parti, chiamando direttamente in causa il legislatore e il lacunoso quadro normativo che governa un’attività economica sensibile e dalle svariate implicazioni, in particolare nelle aree del sociale e dell’ordine pubblico. Ma la vera novità di questo convegno è stato il diverso approccio culturale delle istituzioni locali e delle associazioni socio-sanitarie al problema: non più una chiusura tout-court al gioco d’azzardo in quanto tale, quanto piuttosto una sua diversa e accorta regolamentazione che consenta un livello sostenibile e coerente dell’offerta.

Non a caso, per la prima volta si sono confrontati in un pubblico dibattito i rappresentanti del gioco pubblico e quelli dei casinò, quest’ultimi dalla politica considerati come “qualcos’altro” rispetto ai primi. Tutti hanno convenuto sulla necessità di una previsione normativa organica che riesca a coniugare, anche nel nostro Paese, la domanda di intrattenimento con le esigenze di tutela del consumatore e con gli interessi generali di ordine economico e sociale.

Qui è possibile scaricare la relazione dell’Anit in formato pdf. Le relazioni sui profili giuridici saranno disponibli a breve sul sito dell’Anci. Per gli altri interventi rimandiamo ai singoli link alla cronaca dell’evento riportata sul sito dell’agenzia di stampa specializzata GiocoNews, che si ringrazia per la preziosa collaborazione.

Delrio (Anci): “Sul gioco il benessere della società non può essere messo da parte”

Delrio (Anci): “Il Governo doveva intervenire con una legge quadro sul gioco”

Nardella: “Anci ha costituito tavolo di lavoro con Lex Giochi e Anit”

Saccardi (Ass. Firenze): “Dal governo ci aspettiamo interventi più concreti su gioco”

Zerbetto (Alea): “Troppe lacune nel decreto Balduzzi su lea e pubblicità”

Benelli (Lex Giochi): “Così la legge Balduzzi cambia il settore gioco in Italia”

Frigerio (Federgioco): “Solo ora ci si accorge di conseguenze sociali di eccessiva offerta di gioco”

Marcotti (Sgi): “Gli operatori del gioco lecito puntano su giocatori sani”

Curcio (Sapar): “Ad amministrazioni locali fondi da gioco per controllo e disciplina del territorio”

Gianfranco Bonanno

Giochi e amministrazioni locali, Anci e Anit a convegno

Per venerdì 16 novembre è in programma a Firenze il convegno “Comunità versus giochi: la proposta dei Comuni italiani”. L’evento – organizzato da Anci, Anci Toscana e Anit in collaborazione con la rivista giuridica Lexgiochi – è collocato nell’ambito della rassegna “Dire&Fare – buone pratiche pubbliche per la PA che funziona”, che si svolgerà a Firenze alla Fortezza da Basso dal 14 al 16 novembre prossimi.

L’appuntamento – articolato in tre sessioni che occuperanno l’intera giornata di venerdì – sarà l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte del complesso settore dei giochi pubblici, caratterizzato dalla necessità di contemperare esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, di salvaguardia delle entrate erariali e di protezione del consumatore con quelle, proprie delle comunità locali, di sicurezza urbana, gestione urbanistico-edilizia del territorio, commercio e salute pubblica.

Gli enti locali sono chiamati ogni giorno a confrontarsi con questa realtà economica in crescente espansione ed oggetto di una continua evoluzione normativa e giurisprudenziale, ma non ancora sorretta da un’organica disciplina legislativa idonea a definire le convergenti ma distinte competenze dei diversi livelli di governo, centrale e locale. Il fenomeno dei giochi, infatti, incide in misura rilevante sugli interessi di cui sono portatrici proprio le comunità locali; di fronte ad esso le Amministrazioni si sono trovate spesso impreparate perché prive dei necessari strumenti di intervento, sia nella fase autorizzatoria che in quella di controllo.

Durante la giornata di studio non mancheranno riferimenti anche al comparto dei casinò, alla loro congiuntura ormai strutturale, e alle mancate risposte da parte del legislatore alla quarantennale richiesta di nuove aperture. Per scaricare il programma del convegno in formato pdf cliccare sul link sottostante.

Programma convegno

 

Gianfranco Bonanno

Giochi pubblici: crescono quelli a maggior payout, diminuiscono le entrate erariali

Sono stati pubblicati ieri sul sito di Aams i dati sull’industria dei giochi relativi al periodo gennaio-agosto 2012. La raccolta dei primi otto mesi è stata di 56,5 miliardi di euro, in crescita di 8,2 miliardi rispetto al medesimo periodo 2011 (48,3 miliardi), pari a un + 16,6%. Contemporaneamente, scende di circa il 4,7% la spesa dei giocatori, che tocca quota 11,2 miliardi, conseguenza di una maggiore distribuzione delle vincite che “pesano” per 45,2 miliardi (+23,8% sul periodo precedente).

L’erario incassa circa 5,3 miliardi, pari a poco meno del 10% sulla raccolta complessiva. In termini assoluti il gettito diminuisce di circa 800 milioni (9%) rispetto al corrispondente periodo 2011 (6,1 miliardi incassati). La spiegazione di tale contrazione è da ricercare nell’aumento del consumo di giochi a maggior payout e a più bassa aliquota di tassazione, quali casino games e poker cash. Quest’ultimi passano da 1,5 miliardi a 8,4 miliardi, mentre calano gli skill games (i giochi di abilità in modalità torneo) che raccolgono “solo” 859 milioni a fronte di 1,8 miliardi dell’esercizio precedente, garantendo 50 milioni allo Stato sui 75 complessivi del comparto online.

Oltre il 55% del mercato è costituito da new slot e Vlt, che insieme raccolgono 31,2 miliardi e versano all’erario 2,7 miliardi (il 49,5% del totale). Al secondo posto si piazzano i gratta e vinci, con una raccolta di quasi 6,5 miliardi e premi per 5 miliardi  (875 milioni all’erario). Segue il Lotto (4 miliardi di raccolta, 2,7 in vincite e circa 1 miliardo allo Stato); poi via via gli altri giochi, tra i quali si distingue in negativo per volume il superenalotto, in flessione di quasi il 25% (da 1,65 miliardi a 1,25).

Gianfranco Bonanno

Senato, fiducia al dl Balduzzi. Le misure sui giochi

Il decreto Balduzzi sulla salute è legge. Con 181 voti favorevoli, 43 contrari e 23 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato stamattina il testo licenziato dalla Camera, sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia. Come è noto, il provvedimento sulla tutela della salute contiene misure relative al comparto dei giochi. In particolare, all’articolo 5 è previsto l’inserimento della ludopatia nei livelli essenziali di assistenza (Lea), mentre all’articolo 7 si dispongono: 1) limiti alla pubblicità al fine di tutelare i minori e le fasce deboli; 2) l’obbligo di indicare la probabilità di vincita per le varie tipologie di giochi; 3) norme per una «progressiva ricollocazione» degli apparecchi esistenti, sulla base di criteri relativi alle distanze dai luoghi sensibili, che dovranno essere concordate con i sindaci. Saranno inoltre intensificati (10 mila) i controlli annuali nelle sale diretti al contrasto del gioco minorile.

Il provvedimento ha avuto un iter parlamentare alquanto tormentato: sono stati presentati circa 1.300 emendamenti tra Commissioni e Assemblea. Proprio sui giochi si sono registrate le maggiori divergenze con il governo, accusato di aver «annacquato le norme», più rigide e vincolanti soprattutto in tema di distanze minime e pubblicità. Per il ministro si è comunque «aperta una finestra» sul fenomeno della dipendenza da gioco, anche se il testo complessivo «è certamente migliorabile nel corso della legislatura».

Gianfranco Bonanno