GIOCHI, VLT E CASINO’ ONLINE NON CONOSCONO CRISI

Crescita ancora a due cifre per il comparto giochi, pur in presenza di una riduzione della spesa reale dei consumatori. Questo, in sintesi, il quadro della terza industria nazionale che emerge dai dati (provvisori) relativi al periodo gennaio-maggio 2012, pubblicati nei giorni scorsi sul sito dei Monopoli di Stato. I primi cinque mesi dell’anno in corso hanno registrato un +25% della raccolta, che è passata dai 30,30 miliardi del corrispondente periodo 2011 ai 37,49 miliardi attuali.

Altrettanto positivo è stato l’incremento delle vincite: +33%, contro un aumento della spesa effettiva di appena lo 0,2% (da 7,47 miliardi di un anno fa a 7,488). Ai giocatori sono tornati oltre 30 miliardi, pari all’80% delle giocate; erano 22,56 miliardi (il 75,1%) nel 2011, a dimostrazione di uno spostamento dei consumi verso prodotti a payout elevato, ovvero quei giochi – casinò games e poker cash nel segmento on line e videolottery in quello fisico – che “rendono” di più.

In particolare, sempre nel periodo gennaio-maggio, i primi hanno superato i 5,6 miliardi di raccolta, restituendone in vincite 5,45 (circa il 97%), mentre le Vlt hanno toccato quota 8,7 miliardi (dispensando vincite per 7,7) sul totale di circa 20,6 miliardi generato dagli apparecchi automatici, che valgono da soli il 55% del mercato. Al terzo posto si piazzano lotterie e gratta e vinci che hanno raccolto 4,25 miliardi (in calo rispetto ai 4,49 del 2011) ed elargito vincite per 2,96 miliardi. Seguono il lotto, anch’esso in trend negativo, con ricavi per 2,6 miliardi (contro 2,8 dell’anno precedente) e pagamenti per 1,7 miliardi. E via via tutti gli altri.

Gianfranco Bonanno

PRESENTATO IL VADEMECUM ANCI-OPERATORI PER L’APERTURA DI SALE GIOCO

E’ stato presentato questa mattina a Roma il vademecum a uso dei Comuni contenente le linee guida per l’ installazione di slot e videolottery nei locali pubblici. Frutto dell’accordo tra Anci, Sapar e Confindustria Sistema Gioco Italia, il documento – che verrà  aggiornato ogni anno – è stato redatto per venire incontro alle esigenze delle amministrazioni comunali e fornire loro supporto affinché le norme in materia possano trovare corretta e omogenea applicazione nei vari territori.

La regolamentazione del numero di sale e gli ambiti di competenza giuridica sono spesso causa di lunghi e onerosi contenziosi tra operatori ed enti locali, come ha ricordato durante la conferenza stampa il vicepresidente di Anci, Alessandro Cattaneo, il quale ha anche osservato che «pur nel rispetto della riserva al legislatore nazionale, non è immaginabile che gli enti locali siano meri spettatori di questa complessa attività».

«L’approccio corretto non è certamente quello della contrapposizione – ha detto ancora Cattaneo -, poichè il vero nemico di Comuni e operatori è il gioco illegale. Qualche sindaco ha optato per regolamentazioni comunali particolari con l’obiettivo di limitare l’apertura di sale da gioco, ma ha dovuto fare un passo indietro perché c’è una normativa nazionale da rispettare. Inoltre, non si può dimenticare che il gioco porta risorse importanti e la strada da percorrere è quella della collaborazione tra associazioni di categoria e Comuni».

«Il vademecum - ha affermato da canto suo Raffaele Curcio, presidente di Sapar – rappresenta il primo passo per un confronto costante con le amministrazioni locali, alle quali peraltro dovranno essere garantite maggiori risorse per effettuare i controlli necessari, vista la forte espansione del mercato dei giochi». Anche Giovanni Emilio Maggi, vicepresidente della Federazione di Confindustria Sistema Gioco Italia, si è detto «certo che questo approccio contribuirà a ridurre le conflittualità e semplificherà i rapporti a livello locale fra le Autorità ed i concessionari, un fatto importante sia sotto il profilo tecnico che politico».

L’accordo vide la luce un paio d’anni fa su iniziativa di Mauro D’Attis, ex responsabile del dipartimento Attività produttive in Anci, il quale aveva accolto la proposta di Sapar di un codice di regole comuni per operatori ed enti locali che facesse chiarezza sui tanti aspetti controversi della materia. Anche l’Anit – che con Anci ha avviato un tavolo di confronto in materia di giochi – nel recente convegno di Firenze ha ricordato, citando l’esperienza del kursaal di Bagni di Lucca, come una sana collaborazione tra pubblico e privato possa procurare utili risultati a entrambi i soggetti.

Clicca per scaricare il documento in pdf Vademecum Anci giugno 2012

Gianfranco Bonanno

UN POKER “PRO” A MONTECITORIO

Il fisico corpulento tradisce il gusto per la tavola. Ma la vera passione di Mario Adinolfi, neo inquilino di Montecitorio nelle file del Pd, sono i tavoli. Della politica e del poker. Al primo siede da quando aveva i calzoni corti, passando dal tavolo bianco e marmoreo della Dc a quello rosso e legnoso del Pd.  Sempre, però, con piglio provocatorio e innovatore (è stato tra i cinque candidati alle primarie fondative del partito di Veltroni e Bersani) e con una visione della politica che in qualche modo precede il format partecipativo grillista. Al tavolo verde e vellutato è approdato invece da qualche anno: il ciclone texas hold’em lo ha investito in pieno e lui, lieto del contagio, oggi accumula soldi (250 mila euro in tre anni, per sua stessa ammissione) come un vero giocatore professionista, arrivando spesso in finale in prestigiosi tornei internazionali e figurando tra i primi posti nel ranking di questa specialità “sportiva” (tra virgolette perché ci sarebbe da discutere).

Giocatore di successo, ma anche noto blogger e giornalista, televisivo e della carta stampata, il quarantunenne di Testaccio è un irrequieto per natura. L’anno scorso ha lanciato The Week, “il giornale degli italiani nati dopo il 1 gennaio 1970″, una testata che della “giovanilità” ha fatto il suo manifesto mediatico e politico sulla spinta di un’onda rottamatrice al momento però ancora  in risacca. Da lunedì siede sui banchi della Camera, in sostituzione di Pietro Tidei, dimissionario da deputato in quanto eletto sindaco di Civitavecchia. Un avvicendamento caldeggiato con veemenza dallo stesso Adinolfi, nella sua veste di primo dei non eletti nella circoscrizione Lazio 1 alle politiche del 2008, in nome di un rinnovamento della politica che non faccia della “poltronite” il suo tratto distintivo.

Chiusa nell’armadio la felpa da poker, SuperMario (un altro…) ha varcato l’altro ieri in giacca e cravatta il portone del Palazzo. Da dove condurrà – ça va sans dire – una strenua battaglia per la legalizzazione del poker live (come si legge nel suo programma pubblicato sul sito di The Week). Ma anche in difesa di Elsa Fornero, «il ministro che in sei mesi ha fatto due riforme monstre come quella delle pensioni e quella del lavoro, dagli attacchi di politicanti che in decenni non hanno mai saputo riformare una mazza». In agenda anche: banda larga (anzi larghissima), senza dimenticare l’impegno «per il rinnovamento profondo e radicale dei partiti, a partire dal Pd».  Insomma: otto obiettivi in otto mesi da parlamentare (tanti ne restano, a meno di sorprese, alla fine della legislatura).

Marione “sente” l’importanza della mission e si affida alla rete e ai social network, diventati ormai il nuovo strumento di partecipazione politica. «Statemi vicino – implora civettuolo -  per pungolarmi, criticarmi, insultarmi, magari accarezzarmi se farò qualcosa di decente. Ma soprattutto per proporre. Siate i miei cento occhi, per vedere meglio. E per generare idee. Ne sarò ambasciatore». Noi dell’Anit una proposta ce l’abbiamo. Da quarant’anni. E – combinazione – riguarda un tema a lui caro.

Gianfranco Bonanno

IL CASINO’ DI SANREMO PUNTA SUL WEB. E I DIPENDENTI APPLAUDONO

Se Maometto non va alla montagna, la montagna andrà da Maometto. L’antico proverbio calza a pennello nell’epoca della “internet society” dove i servizi, in particolare quelli dell’intrattenimento e del gioco, trovano nel web il mezzo “naturale” di offerta: una modalità di vendita che per le aziende rappresenta anche un valido rimedio al calo degli incassi tradizionali e alle temibili conseguenze sul piano occupazionale. Al casinò di Sanremo l’hanno capito e per contrastare la pesante recessione degli ultimi anni sono saltati sul carro della virtualità. Che poi tanto virtuale non è, visto che sul sito www.casinosanremo.it i giochi da tavolo saranno trasmessi direttamente dalle sale fisiche con croupier dal vivo. Insomma una vasta fascia di clientela potrà puntare a roulette e black-jack reali insieme ai giocatori presenti in sala, ma seduta comodamente nella poltrona di casa. Con ovvie precauzioni sulla privacy di questi ultimi, immaginiamo.

«La decisione di offrire giochi live dai tavoli del casinò è parte della strategia di rilancio del segmento online che verrà completata nel periodo estivo», ha detto il presidente della casa da gioco rivierasca Giuseppe di Meco. Un primo segnale di rinnovamento, che sindacati e azienda osservano con interesse e fiducia. Anche perché consente, almeno per il momento, di limitare il taglio dei posti di lavoro e di supplire al consistente calo delle presenze.

Quello di Sanremo è il primo esperimento italiano di “virtualità reale” nel mondo del gioco italiano. Il fornitore del servizio è una giovane e dinamica azienda maltese, la MediaLiveCasino, leader nel comparto dei giochi online con croupier dal vivo, che ha ottenuto la certificazione anche in Italia. Angelo De Gobbi, marketing manager di Medialivecasino, afferma soddisfatto: «Fino ad ora nessun casinò fisico italiano era stato così lungimirante: l’online è sempre stato visto come un concorrente». Un’inversione di tendenza, quindi, che rappresenta una vera rivoluzione culturale nel sonnacchioso mondo dei casinò nazionali.

Anche l’Anit, pur senza case da gioco ufficiali, ma intuendo le potenzialità del web, già sei anni fa aveva pensato di aprire le sue room virtuali. L’ intento era palesemente politico: stimolare il legislatore ad autorizzare i casinò fisici nelle località aderenti. Ma anche le ricadute economiche non sarebbero state trascurabili. Per esempio, oggi, i Comuni qualche risorsa aggiuntiva per ridurre l’Imu l’avrebbero avuta.

Gianfranco Bonanno

Spending review, soppressi Aams e Assi (ex Unire)

Arrivano i primi effetti del decreto sulla revisione della spesa: taglio del 20% dei dirigenti della presidenza del Consiglio e del ministero dell’Economia e del 10% per gli organici non dirigenziali delle due strutture. Un’operazione che provocherà, tra l’altro, la soppressione dei Monopoli, «componente storico dell’attività dello Stato», come lo stesso ministro Passera definisce l’ente che tra le sue funzioni ha quella di regolare la terza industria del Paese, il gioco pubblico. L’Aams verrà accorpata  all’Agenzia delle Dogane e i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni riconducibili alla sua area di attività saranno svolti  da un “vicedirettore”, una sorta di capodipartimento.

Monti ha inteso lanciare un segnale forte a tutto il governo e al mondo della politica, incominciando a tagliare proprio dal “suo” dicastero, l’Economia, che guida ad interim. Il provvedimento ha però innescato una serie di critiche. «Gli accorpamenti – ha detto l’ex ministro del Mef, Visco – hanno senso se fatti mettendo insieme strutture che si occupano delle stesse attività. La gestione dei giochi è un’attività altamente specialistica che non ha alcuna attinenza con le Dogane; l’unico risparmio – ha spiegato Visco – sarà quello dei dirigenti soppressi, ma ciò avverrà a scapito dell’operatività delle strutture con un danno maggiore dei benefici ipotizzati».

Per il senatore del Pdl, Raffaele Lauro, membro della Commissione Finanze, impegnata proprio in questi giorni nell’esame di un testo unificato sul gioco d’azzardo insieme alla Commissione Giustizia, «la soppressione dell’Aams rappresenta un brutto segnale per la trasparenza del mercato del gioco. L’accorpamento all’Agenzia delle Dogane costituisce un oggettivo arretramento, in termini di gestione e di controllo, di un delicatissimo settore». Insieme con i Monopoli è stata decisa l’abolizione di un altro ente del settore gioco: si tratta dell’Assi, l’ex Unire, a cui una recente riforma aveva assegnato compiti di rilancio del comparto ippico.

Gianfranco Bonanno