Sindaci sempre più impegnati contro la diffusione delle sale gioco. Da nord a sud del Paese sono tante le amministrazioni comunali che ogni giorno sfornano provvedimenti per limitare la proliferazione selvaggia delle macchinette. Non sempre va bene per gli enti pubblici: proprio l’altro giorno il Tar del Piemonte ha annullato il regolamento anti-slot del Comune di Verbania che fissava orari precisi per il funzionamento degli apparecchi di gioco. Secondo i giudici amministrativi, il Comune si sarebbe «arrogato una potestà normativa che non trova sostegno in alcuna disposizione legislativa e che, anzi, si svela integrare un’invasione delle competenze rimesse allo Stato». Con il risultato che l’amministrazione locale si trova ora a dover fronteggiare una richiesta risarcitoria di circa 1,5 milioni di euro avanzata dalla società Euromatic per danni patrimoniali e non patrimoniali.
Ma nella patria del cavillo gli strumenti non mancano mai. E così, ieri a Rapallo un’ordinanza comunale ha bloccato l’inaugurazione del “Kursaal Gran Casinò Rapallo”, la prima sala Vlt della città ligure (ex associata Anit). Questa volta la materia del contendere è «la metratura del parcheggio pertinenziale» che «non sarebbe sufficiente in relazione all’ampiezza del locale». Con una decisione dello scorso novembre, infatti, l’intero consiglio comunale aveva votato la variante al piano regolatore generale che vieta l’apertura di sale gioco nel centro storico e fissa, per le location al suo esterno, alcuni parametri tra i quali «uno spazio parcheggio pertinenziale alla sala da gioco che dev’essere la metà della superficie totale del locale stesso, con soglia minima di 50 metri quadrati». Così: per una sala da gioco di 100 metri quadrati, qual è il “Kursaal Gran Casinò Rapallo”, serve un parcheggio di almeno 50 metri quadrati. Che evidentemente non ci sono.

