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Taormina

Una suggestiva veduta dall’alto di Villa Mon Repos, la “mitica” sede della casa da gioco, che funzionò solo per due anni – nel 1963 e 1964 – prima di essere chiusa d’autorità dalla magistratura.
Parlare del casinò di Taormina equivale a fare la storia delle contraddizioni e dei paradossi che segnano l’Italia del gioco. Aperta dal Cavalier Guarnaschelli, che alla questione dedicò l’intera esistenza, la Villa divenne, seppur per breve tempo, il salotto per eccellenza dell’aristocrazia e del bel mondo internazionale. A Villa Mon Repos fece fugaci ma memorabili apparizioni perfino Marlene Dietrich, l’Angelo Azzurro che fece impazzire intere generazioni. La Villa, così ribattezzata dal proprietario dell’epoca, il russo Joseph Stempel, non aveva nulla di particolarmente eclatante dal punto di vista architettonico, ma godeva di una posizione invidiabile da cui si potevano ammirare panorami mozzafiato.

Nella foto in basso Gregory Peck fa il suo ingresso al casinò.

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